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CBD: Cos'è, effetti e proprietà del Cannabidiolo

CBD: Cos'è, effetti e proprietà del Cannabidiolo

CBD: Cos'è, effetti e proprietà del Cannabidiolo

Proprietà, effetti e benefici del CBD: come e perchè usarlo

INDICE

  1. CBD Effetti: cos’è il cannabidiolo?

  2. CBD: il meccanismo d'azione

  3. CBD e THC: quali sono le differenze?

  4. CBD: quali sono le proprietà curative più apprezzate?

  5. CBD: effetti benefici e proprietà terapeutiche riassunte

  6. Gli effetti del CBD: cosa dicono gli studi

  7. Quali sono i possibili effetti collaterali del CBD?

  8. Si può assumere il CBD con i farmaci?

  9. Quanto CBD bisogna assumere perché abbia effetto?

  10. Approfondimento, il CBD blocca le metastasi?



Il cannabidiolo (CBD) è un cannabinoide prodotto dalle piante di cannabis sativa ma a differenza del THC, non ha effetto psicoattivo. Conosciuto e apprezzato dalla nostra specie da diversi millenni, ha effetti rilassanti, antidistonici, anticonvulsivanti, antiossidanti, antinfiammatori, non crea alcuna assuefazione, e vanta una vasta gamma di applicazioni terapeutiche validate dai risultati delle ricerche scientifiche. viene utilizzato sempre più spesso anche in ambito terapeutico e farmacologico per il suo potenziale.



Non a caso, negli ultimi anni, si è rinnovato sempre di più l’interesse della comunità scientifica per il potenziale terapeutico del CBD, che è oggi riconosciuto tra gli elementi principali della "Cannabis Terapeutica", e che è già stato utilizzato in diversi studi per il trattamento di numerose patologie e disturbi della salute dell’organismo umano.



CBD Effetti: cos’è il cannabidiolo?

Introdotto quanto sopra, cerchiamo di approfondire passo dopo passo il tema di oggi, con una serie di paragrafi che – ne siamo certi – ti permetteranno non solamente di comprendere che cos’è il CBD Cannabidiolo, principio attivo principale della Canapa light, cannabis light o erba legale che dir si voglia e anche quali siano le sue proprietà curative e i suoi effetti sul corpo.

Per far ciò, iniziamo con il ricordare che la Cannabis sativa, o canapa, è una pianta appartenente alla famiglia delle Cannabaceae che durante il suo ciclo vitale produce numerosissime sostanze fra le quali troviamo i Terpeni, e quindi i Cannabinoidi: il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo) sono i due cannabinoidi maggiormente presenti al giorno d' oggi nelle varietà di cannabis terapeutica e cannabis legale coltivate.

Il CBD è classificato dall'Unione Europea come  Novel Food ed è presente in piccole quantità in numerose varietà di Cannabis Sativa, La cannabis Legale,Cannabis Light che tutti conosciamo è costituita da diverse varietà di cannabis classificate di tipo 3, cioè ad alto contenuto di CBD e basso contenuto di THC

A differenza del THC, il CBD è un cannabinoide più stabile, meno sensibile all’ossidazione, non è psicoattivo e vanta molte proprietà medicinali complementari non vantate dal THC.

Agisce ad esempio come antagonista competitivo del THC e ne limita la degradazione da parte del fegato, inibendo l’enzima citocromo P-450-3° e 2C e la competizione diretta con THC enzimi degradanti.

 

CBD: il meccanismo d'azione

Non producendo gli effetti psicotropi del THC, il CBD è legale e viene apprezzato e utilizzato per le sue proprietà terapeutiche con maggiore facilità. Gli effetti positivi del CBD sono riconducibili alla sua interazione con il nostro sistema endocannabinoide.

Il sistema endocannabinoide è un sistema che serve a regolare determinate funzioni fisiologiche fondamentali, tra cui dormire, mangiare, provare piacere o dolore. È costituito da recettori specifici che si legano ai cannabinoidi endogeni prodotti naturalmente dal nostro corpo.

Proprio così! Noi produciamo naturalmente delle sostanze chimiche che altro non sono che cannabinoidi. Ecco perché siamo così ben predisposti all’assunzione dei fitocannabinoidi della la cannabis sativa, efficaci per trattare diversi disturbi.

Può capitare che il sistema endocannabinoide non funzioni come dovrebbe, magari per cause genetiche o per situazione temporanee che ne causano l’alterazione.

In questi casi il CBD funziona da regolatore.

Si lega in particolare ai recettori CB1 e CB2 che hanno una funzione fondamentale nella regolazione del dolore, della fame, del sonno e dell'umore.

Esistono diverse tipologie di prodotti al base di CBD.

Alcuni consumatori scelgono di inalarlo sottoforma di Erba Legale, infiorescenze di Canapa Light, oppure utilizzando estratti o tinture di cannabis legale.

Può essere assunto sotto forma di olio di CBD, in Gocce di CBD per via orale: direttamente sotto la lingua oppure diluito in latte, frullati yogurt, torte e vellutate.

Ma è possibile assumerlo anche sotto forma capsule di CBD e di cristalli di CBD.

Infine può essere utilizzato anche per uso cutaneo, puro o all'interno di una formula cosmetica specifica.



CBD e THC: quali sono le differenze?.

Il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) è il principio attivo più storicamente studiato, anche se negli ultimi anni le ricerche si stanno ampliando ai diversi cannabinoidi e composti secondari prodotti dalla pianta di cannabis sativa.

I suoi effetti e le sue proprietà sono notevoli, considerato che diverse ricerche hanno dimostrato che tale principio attivo può migliorare le funzioni sensoriali come la vista, l'udito, la sensibilità al colore, e non solo. Tale principio può infatti incrementare l'eccitazione sessuale negli uomini e nelle donne, e può cambiare, entro certi limiti , anche la percezione dello spazio/tempo.

In aggiunta a ciò, il THC è potenzialmente utile per poter produrre una forte sensazione di euforia, per assicurare il benessere mentale e per “affinare” la mente incoraggiando la curiosità e la creatività.

Il THC è anche noto per aumentare l'appetito interferendo con la leptina, responsabile dell'ormone della sazietà.

Rileviamo altresì, a completamento di questa parte introduttiva, come il THC abbia una relazione equivalente con i recettori CB1 e CB2 ed imita l'azione dell'anandamide, un cannabinoide naturale prodotto dal cervello umano.

Gli usi medicali

Per quanto concerne gli usi terapeutici, il THC è un potente:

  • Neuroprotettivo: protegge dai problemi neurologici e dalla degenerazione cerebrale legata all'invecchiamento (Alzheimer ...). il THC stimola la neurogenesi, ovvero la creazione di nuovi neuroni.

  • Ansiolitico e antidepressivo: riduce i sintomi dell'ansia, con effetto euforico e rilassante.

  • Analgesico: riduce il dolore.

  • Antinfiammatorio: 20 volte più dell'aspirina e due volte quello dell'idrocortisone.

  • Antitumorale e antimetastatico: combatte alcuni tumori (leucemia, glioblastoma, carcinoma epatocellulare, colangiocarcinoma, carcinoma mammario HER2-positivo, etc.).

  • Antispasmodico: riduce gli spasmi e le convulsioni.

  • Antiemetico: riduce la nausea e il vomito, come quelli derivanti dal trattamento del cancro o dall'AIDS.

  • Antiossidante contro i radicali liberi responsabili dell'invecchiamento cellulare.

  • Broncodilatatore: aiuta gli asmatici a respirare.

  • Anti cachessia: stimola l'appetito e incoraggia a mangiare.

Inoltre, è adatto per il trattamento della sclerosi multipla (SEP), dell’apnea notturnadell'epilessia (riduzione della frequenza delle crisi), del glaucoma (riduce la pressione intraoculare) e combatte la malattia di Crohn. 

Gli effetti collaterali

Attenzione, però. Se infatti quanto sopra è oramai accertato clinicamente, è anche vero che livelli di THC nel sangue troppo elevati possono causare alcuni effetti collaterali come il disorientamento spazio - temporale, la perdita di memoria, la tachicardia, il nervosismo, l’ansia e la paranoia.

Per questo motivo, le persone con predisposizioni alla schizofrenia, al bipolarismo o all'ansia dovrebbero evitare di consumare le varietà di cannabis con alti livelli di THC, pur nella consapevolezza che questi effetti collaterali sono generalmente limitati dalla presenza di altri cannabinoidi come il CBN o il CBD.

Di contro, a differenza del THC, il cannabidiolo (CBD) è un cannabinoide non-psicoattivo, privo di effetti sul cervello ed è un efficace farmaco anticonvulsivante e analgesico senza fondamentali controindicazioni.

Tra gli effetti CBD rileviamo come sia in grado di modulare l'azione del THC a livello cerebrale, prolungandone l’efficacia analgesica e limitandone gli effetti collaterali. L’intensità dei “cannabinoidi effetti” cannabis dipende principalmente dalla quantità di THC presente nella marijuana e dalla sua relazione con la quantità di CBD.

CBD: quali sono le proprietà curative più apprezzate?

 

A questo punto possiamo ulteriormente fare un passo in avanti nell’esplorazione del nostro tema, la canapa light e gli effetti del CBD contenuto, per poter comprendere in che modo tali sostanze impattino sul nostro corpo in maniera percettibile.

Considerato ciò, non è certo errato affermare che il CBD agisce sul corpo principalmente mediante un potente effetto rilassante sui muscoli, avvertibile in misura chiara, inducendo un leggero stato di sedazione fisica simile alla sensazione che si sente post-allenamento in alcune situazioni sportive.

Il CBD agisce sul recettore CB1, CB2 e su altri recettori non cannabinoidi, come il 5-HT1A, amplificando il suo effetto ansiolitico. Ha lo stesso precursore metabolico del THC ed è il principale cannabinoide presente in varietà di cannabis con bassi livelli di THC.

Il CBD riduce fortemente alcuni degli effetti collaterali del THC, come la perdita di memoria, il nervosismo ed il disorientamento. Il cannabidiolo è un potente analgesico ed un antinfiammatorio, in grado di ridurre l'infiammazione.

Il CBD è un potente antitumorale, antimetastatico ed è in grado di limitare la progressione di alcuni tumori (prostata, seno, colon, cervello ...). È anche un potente ansiolitico e antidepressivo: riduce i sintomi dell'ansia e ha effetti rilassanti.

Ancora, segnaliamo come il cannabidiolo sia un antiemetico in grado di ridurre la nausea e il vomito, e sia un antipsicotico, aiuta a combattere la schizofrenia, i deliri e le allucinazioni. È efficace nel trattamento della sclerosi multipla (SEP) e della fibromialgia, è un potente miorilassante, aiuta a combattere l'insonnia, protegge dalla degenerazione cerebrale (morbo di Alzheimer e allevia l'artrite reumatoide.

Le altre proprietà del CBD

Sull’organismo umano il CBD agisce inoltre come:

  • Antiepilettico: riduce convulsioni e convulsioni.

  • Antidiabetico: abbassa i livelli di zucchero nel sangue.

  • Antispasmodico: previene spasmi e convulsioni.

  • Anti-ischemico: riduce il rischio di arterie ostruite.

  • Antibatterico: rimuove alcuni batteri, limitandone il movimento e la riproduzione (batteriostatica), in modo più efficace del THC.

  • Ipotensivo: riduce la pressione sanguigna.

  • Anti-procinetico: rallenta le contrazioni dell'intestino tenue, aiuta a combattere la malattia di Crohn (ma aumenta l'abituazione a Remicade) e la malattia dell'intestino irritabile.

  • Antiossidante contro i radicali liberi (il CBD è più antiossidante delle vitamine C o E).

Inoltre, riduce la voglia di fumare tabacco, stimola la crescita ossea e combatte l’acne e la psoriasi.

 

CBD: effetti benefici e proprietà terapeutiche riassunte

  • il CBD ha effetti ansiolitici e calmanti, può aiutare in caso di ansia generalizzata, ansia da prestazione, stress cronico, sindrome da burn-out e e disturbi dell’umore

  • il CBD è un potente antinfiammatorio naturale, può contrastare il dolore cronico, l’emicrania, i dolori mestruali, i dolori articolari come l'artrite e i reumatismi

  • insieme a molecole appositamente selezionate, migliora la qualità del sonno. Usare il CBD per dormire è utile per favorire l’addormentamento, migliorare la fase del sonno rem e ridurre la problematica dei frequenti risvegli notturni

  • è un ottimo principio attivo per chi pratica sport: la sua azione antinfiammatoria aiuta in casi di contratture, strappi o dolore acuto. È utile per contenere l’ansia da prestazione pre-gara e funge da ricostituente dopo un lungo sforzo

  • ha effetti sessuali. Contribuisce ad abbassare l'ansia da prestazione, favorisce la produzione di serotonina ed è un ottimo lubrificante vasodilatatore

  • utilizzato per uso cutaneo, è utile per trattare efficacemente acne e psoriasi ma funziona molte bene anche come attivo antiage per via della sua forte azione antiossidante

  • è un antinfiammatorio naturale per trattare dolori articolari, artrite e reumatismi in cani e gatti

 

Gli effetti del CBD: cosa dicono gli studi

Uno studio condotto su un gruppo di bambini affetti da epilessia farmaco resistente, ha mostrato una riduzione delle crisi epilettiche nell’84% dei casi grazie al CBD. Un altro studio, condotto su otto pazienti affetti da epilessia secondaria, ha evidenziato un miglioramento della malattia dopo aver ricevuto 200-300 mg di CBD per un periodo di cinque mesi.

Uno studio del 2011 ha mostrato l’efficacia del CBD su alcuni pazienti con disturbo d’ansia sociale non trattato. Il Cannabidiolo è stato somministrato prima di un evento in cui era previsto che i pazienti parlassero in pubblico.

Lo studio ha dimostrato che il gruppo pretrattato con CBD è stato in grado di contenere l’ansia significativamente prima e durante la prestazione.

Il gruppo trattato con il placebo invece non ha avuto effetti positivi nel contenere l’ansia e ha mantenuto un senso di disagio durante le performance pubbliche.

Quali sono i possibili effetti collaterali del CBD?

Diversi studi hanno cercato di indagare i potenziali effetti del CBD in caso di dosaggi massici. Essendo spesso utilizzato in ambito clinico, non è stato particolarmente complicato osservarne effetti positivi e effetti negativi.

È importante sottolineare che anche in casi di sovradosaggio non sono stati mai riscontrati effetti collaterali gravi, né è mai stato riportato alcun caso di overdose di cannabis sativa.

Tuttavia potrebbero esserci, ad altissimi dosaggi, difficilmente raggiungibili con il normale utilizzo dei prodotti a base di cbd oggi in commercio, alcuni effetti negativi.

Ecco i principali effetti collaterali che il CBD può provocare utilizzato in dosi molto elevate:

  • Secchezza delle fauci: il CBD può influire sul comportamento delle ghiandole salivari causando una leggera e temporanea secchezza che può essere contrastata facilmente idratandosi con acqua, succhi e tisane.

  • Sonnolenza: in casi di dosi molto elevate, l’effetto del CBD può essere soporifero. Non è un problema invalidante e soprattutto è passeggero. L’importante è evitare di mettersi alla guida o compiere azioni che richiedono la nostra totale attenzione.

  • Cambiamenti dell’appetito: essendo l’appetito strettamente connesso al lavoro dei recettori CB1, è possibile che il CBD alteri il senso di fame. Spesso a dosaggi bassi corrisponde un aumento dell’appetito. Viceversa, a dosaggi alti corrisponde una diminuzione dell’appetito e potrebbe comparire anche un leggero senso di nausea.

  • Pressione sanguigna bassa: potrebbe abbassare la pressione. È bene consultare un medico prima di utilizzarlo se si tende a soffrire di pressione bassa.

  • Vertigini: il CBD a dosaggi elevati potrebbe provocare un senso di vertigini e spossatezza. Meglio prevenire usando un dosaggio graduale e controllato.

  • Irritazione della pelle: utilizzato a livello cutaneo, il CBD potrebbe in casi molto rari causare arrossamento o irritazione. È consigliabile quindi provarlo prima su una piccolissima parte del corpo per verificare che non vi siano effetti avversi.



Gli effetti del CBD possono influire su gravidanza e allattamento, ecco perchè il principio attivo non è raccomandato in tali circostanze.

Rif. Springer



Tutti gli effetti collaterali che abbiamo elencato non sono di grave portata, sono temporanei e non comportano alcun tipo di effetto negativo a lungo termine, tuttavia è bene conoscerli.

Si può assumere il CBD con i farmaci?

Le maggiori prove, che abbiamo su come il CBD potrebbe influenzare l’assunzione delle sostanze chimiche contenute nei farmaci, ci arrivano dai numerosi studi fatti sul CBD e i farmacantiepilettici.

Il CBD è un cannabinoide estremamente sicuro. Nel caso si stiano assumendo farmaci però, è consigliabile consultare il proprio medico prima di iniziare a utilizzarlo.

Il CBD potrebbe, infatti, interagire con altri farmaci, in particolare il CBD può incidere sul metabolismo epatico della famiglia CytP450. Questa famiglia di enzimi, di cui il CBD può essere un importante inibitore, si occupa del metabolismo di diversi farmaci. Potrebbero quindi verificarsi le seguenti condizioni, che sarebbe meglio evitare nonostante non si tratti necessariamente di effetti collaterali:

  • Gli effetti del CBD potrebbero essere potenziati dall’interazione con farmaci che inibiscono l’azione della famiglia di enzimi CytP450 rallentando il metabolismo del CBD. Tra questi farmaci ci sono gli antivirali, gli antimicotici, gli antipertensivi, i farmaci anti tubercolosi e gli antibiotici che contengono claritromicina e eritromicina.

  • Gli effetti del CBD potrebbero essere ridotti da tutti quei farmaci che inducono il CytP450 aumentando così il metabolismo del CBD. I principali farmaci in questione sono gli antibiotici come la rifampicina e la rifabutina e alcuni antiepilettici come la fenitoina, il primidone, la carbamazepina e il fenobarbitale. È consigliabile stare attenti anche agli antidiabetici e dall’iperico, che è uno dei più comuni antidepressivi.

  • Il CBD potrebbe aumentare l’effetto di alcuni farmaci antipsicotici, anticoaugulanti e gastroprotettori, come per esempio il risperidone, il warfarin e il diclofenac



Il CBD blocca le metastasi?

Prima di giungere allo stato conclusivo del nostro approfondimento, vogliamo apportare una piccola integrazione su un noto e interessante studio condotto nel 2007 dall’équipe del California Pacific Medical Center, che avrebbe validato la tesi secondo cui il cannabidiolo potrebbe essere in grado di bloccare il gene che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, ma anche di altre forme tumorali.

In particolare, dai risultati della ricerca è emerso che il CBD contenuto nella marijuana potrebbe diventare una valida alternativa alla chemioterapia. Ma è davvero così?

Anche se autorevoli ricercatori (lo stesso Professor Umberto Veronesi ebbene modo di sottolineare a suo tempo come la “fonte universitaria sia molto seria”), la cautela deve essere massima e, soprattutto, non lasciare spazio a ventate di illusorio ottimismo.

Gli studi sono ancora in corso

Rimandando pertanto a fonti più autorevoli, rammentiamo in questo passaggio come l’oggetto della ricerca scientifica non fosse la “droga”, ma un composto di derivati della cannabis che potrebbero davvero “combattere il tumore al seno".

In particolare, il cannabidiolo funzionerebbe bloccando l'attività del gene Id-1, ritenuto responsabile della "metastatizzazione", argomenta Sean McAllister, ricercatore dell’équipe del California Pacific Medical Center. Da questo interessante studio, i ricercatori di altri atenei universitari hanno iniziato a sondare gli effetti del CBD sulle patologie tumorali. Cosa è emerso?

Il cannabidiolo potrebbe bloccare anche le cellule del tumore cerebrale aggressivo. Il CBD offrirebbe la speranza ai malati di cancro di seguire una terapia in grado di ottenere gli stessi risultati della chemioterapia senza gli effetti collaterali, come la nausea e il maggior rischio di infezioni. Burkhard Hinz, Docente dell'Università di Rostock in Germania, sottolinea che “nonostante siamo ancora lontani dal mettere in pratica la nostra scoperta in una terapia clinica, quello che emerge è che il cannabidiolo ha effetti potenzialmente terapeuticamente utili nella lotta ai tumori”. Si tratta di ricerche e studi che hanno dato buoni risultati e speranze, anche se i risultati dovranno essere seguiti da trial sull'uomo per valutare la sicurezza del cannabidiolo.

Quanto CBD bisogna assumere perché abbia effetto?

Anche se non esiste una dose minima, è sempre buon consiglio consultare il proprio medico curante in quanto il dosaggio risulta soggettivo e situazionale. Un recente studio indica che l’organismo umano può tollerare fino ad un massimo di 1500mg di cbd al giorno!

 

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Fonti:



The Health Cannabis Index, Uwe Blesching

Springer 

Decarbonylation: A metabolic pathway of cannabidiol in humans

Michael KraemerSebastian BroeckerBurkhard MadeaCornelius Hess

WIERUCKA-RYBAK, M.; WOLAK, M.; BOJANOWSKA, E. The effects of leptin in combination with a cannabinoid receptor 1 antagonist, AM 251, or cannabidiol on food intake and body weight in rats fed a high-fat or a free-choice high sugar diet. J Physiol Pharmacol, 2014, 65.4: 487-496.

cbdexpress

ATTALLA, S. M.; FATHY, W. M. Study of the Hormones Controlling Food Intake (Leptin and Agouti Related Protein “AgRP “) in Cannabis Smokers. VOLUME III, 2016, 1: 925.

CURA DI ERHAN YARAR, A.; CURA DI TANJA BAGAR, A. Il ruolo del CBD nell’invecchiamento e nella longevità.

Enecta

SELTZER, Emily S., et al. Cannabidiol (CBD) as a promising anti-cancer drug. Cancers, 2020, 12.11: 3203.




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1 commento

  • Elisa

    Articolo veramente interessante e approfondito, complimenti!

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